Claire Bishop - Inferni artificiali. La politica della spettatorialità nell'arte partecipativa

La traccia dominante che emerge dagli esempi esaminati in questo libro è
caratterizzata da una forma di negazione: l'attivazione del pubblico
nell'arte partecipativa si pone in antitesi rispetto alla sua
controparte mitica, il passivo consumo spettatoriale. Il desiderio di
rendere attivo il pubblico nell'arte partecipativa è allo stesso tempo
un impulso a emanciparlo dallo stato di alienazione indotto dall'ordine
ideologico dominante - sia questo il capitalismo consumista, il
socialismo totalitario o la dittatura militare. L'arte partecipativa
mira a ricostruire e a realizzare uno spazio comune e collettivo di
impegno sociale condiviso. Quest'obiettivo viene perseguito sia con
gesti costruttivi di impatto sociale, che confutano l'ingiustizia del
mondo proponendo un'alternativa, sia attraverso un raddoppiamento
nichilista dell'alienazione, che nega l'ingiustizia e l'assurdità del
mondo all'interno dell'opera stessa. In entrambi i casi, l'opera cerca
di forgiare un corpo sociale collettivo, co-autoriale e partecipativo -
uno attraverso un processo affermativo (la realizzazione utopica),
l'altro tramite un processo indiretto (la negazione della negazione).

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Descrizione

La traccia dominante che emerge dagli esempi esaminati in questo libro è
caratterizzata da una forma di negazione: l'attivazione del pubblico
nell'arte partecipativa si pone in antitesi rispetto alla sua
controparte mitica, il passivo consumo spettatoriale. Il desiderio di
rendere attivo il pubblico nell'arte partecipativa è allo stesso tempo
un impulso a emanciparlo dallo stato di alienazione indotto dall'ordine
ideologico dominante - sia questo il capitalismo consumista, il
socialismo totalitario o la dittatura militare. L'arte partecipativa
mira a ricostruire e a realizzare uno spazio comune e collettivo di
impegno sociale condiviso. Quest'obiettivo viene perseguito sia con
gesti costruttivi di impatto sociale, che confutano l'ingiustizia del
mondo proponendo un'alternativa, sia attraverso un raddoppiamento
nichilista dell'alienazione, che nega l'ingiustizia e l'assurdità del
mondo all'interno dell'opera stessa. In entrambi i casi, l'opera cerca
di forgiare un corpo sociale collettivo, co-autoriale e partecipativo -
uno attraverso un processo affermativo (la realizzazione utopica),
l'altro tramite un processo indiretto (la negazione della negazione).